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Nuove regole per l'OdG
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Finalmente l'OdG (Ordine dei Giornalisti) sembra abbia approvato una prima riforma, che si mostra logica, coerente con il mercato editoriale e dell'informazione, e con le direttive europee, oltre che con le norme e le prassi della maggior parte dei paesi più avanzati.
Dopo anni in cui si oscillava tra una prassi effettiva di accesso a chi non avesse nemmeno un diploma di maturità, e non dimostrasse di saper scrivere (e forse nemmeno leggere e comprendere un testo), purchè firmasse i famosi 60-80 articoli in due anni (si parla dei pubblicisti, per i professionisti ci sono altre regole), e le ipotesi di una riforma che prevedesse l'obbligo di laurea triennale in comunicazione, giornalismo o simile, per i pubblicisti, e quinquennale (oppure triennio più le famose scuole biennali che aderivano alla convenzione con l'OdG) per i professionisti.
Certo, molte delle strutture regionali, (come quella del Lazio) avevano già iniziato, nella prassi, a realizzare una selezione rigorosa ... leggi tutto, Infoethics
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Strategie di comunicazione e relazionali per orientare il consenso
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"Carota e bastone" ? Non funzionano, e dov'è l'etica ?
Una riflessione su strategie ed etica della comunicazione, pubblicata in settimana.
Anticipiamo un "abstract" dei contenuti
Quali strategie di comunicazione e relazionali funzionano, quali no, quali sono, appunto, "etiche", e quali danni producono quelle che non funzionano, o che comunque non prevedono tali danni collegati, a breve, medio e lungo termine
I flussi patologici di comunicazione innescati dalle "strategie" errate, quali la comunicazione paradossale.
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Per un cristiano lo stile è il messaggio
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21 giugno 2009
Segnaliamo un interessante articolo, Per un cristiano lo stile è il messaggio, di Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose, collaboratore de “La Stampa”, “Avvenire”, “La Vie” e “Panorama” in Francia
"Lo stile è tanto importante quanto il contenuto del messaggio, soprattutto per noi cristiani. spiega Bianchi. "Sì, lo stile con cui il cristiano sta nella compagnia degli uomini è determinante: da esso dipende la fede stessa, perché non si può annunciare un Gesù che racconta Dio nella mitezza, nell’umiltà, nella misericordia, e farlo con stile arrogante, con toni forti o addirittura con atteggiamenti che appartengono alla militanza mondana! E proprio per salvaguardare lo stile cristiano occorre resistere alla tentazione di contarsi, di farsi contare, di mostrare i muscoli… "
Perchè "la fede non è questione di numeri ma di convinzione profonda e di grandezza d’animo, di capacità di non avere paura dell’altro, del diverso, ma di saperlo ascoltare con dolcezza, discernimento e rispetto." ... link La Stampa
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Chiamati ad una "conversione ecologica" e a “correggere il nostro rapporto con il Creato”
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In vista della quarta “Giornata per la salvaguardia del creato”, il 1 settembre 2009, i vescovi italiani hanno pubblicato il proprio messaggio, che ci invita a difendere e tutelare l'opera della Creazione, in particolare l'aria che respiriamo.
“Il clima è un bene che va protetto” si legge nel testo, e “l'impegno per la tutela della stabilità climatica è questione che coinvolge l'intera famiglia umana in una responsabilità comune, che pone anche una grave questione di giustizia: a sopportarne maggiormente le conseguenze sono spesso le popolazioni a cui è meno imputabile il mutamento climatico”; una responsabilità che deve spingerci a “un profondo rinnovamento del nostro modo di vivere e dell'economia”.
Il documento della CEI invita anche a guardare la Creazione "con quella purezza di cuore, invocata da Gesù nelle beatitudini, che giunge a vedere i doni di Dio in ogni luogo, anche nei gigli del campo e negli uccelli dell'aria”, e a considerare la natura “con il cuore colmo di lode a Dio” e riscoprire in essa, “le sue stesse orme, secondo l'indicazione dell'episodio biblico di Elia sull'Oreb: egli incontra Dio non nel vento impetuoso e gagliardo, né nel terremoto né nel fuoco, ma nel vento leggero”.
Da SRM - Science and Religion in Media
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Il Cardinale Severino Poletto: "nessun nuovo prelievo di materiale a scopo di ricerca è avvenuto sulla Sindone"
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L'Arcivescovo di Torino ha così voluto chiarire, il 4 maggio scorso, le ipotesi di nuove prossime analisi sul telo sindonico, e smentire alcune voci di esperimenti ufficiali in corso.
Non è infatti rimasto alcun campione di tessuto, tra quelli prelevati il 21 aprile 1988, e da allora non è stato fatto più nessun intervento in questo senso. ... leggi tutto, SRM
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Intervista a Mons. Gianfranco Ravasi
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Monsignor Gianfranco Ravasi, lei ha una grande esperienza nell'utilizzo innovativo e non mediato dei mezzi di comunicazione per comunicare la Chiesa e il suo messaggio. Quali possono essere i vantaggi e gli svantaggi della comunicazione nell'ampliamento dei confini e dei limiti della ragione e della razionalità e quale può essere un utilizzo innovativo o comunque opportuno a questo fine dei mezzi di comunicazione ?
E' facile immaginare subito l'elemento negativo, lo svantaggio, perché la televisione, soprattutto la televisione, che è il mezzo di comunicazione egemone ai nostri giorni, esige normalmente la brevità, la sobrietà, l'essenzialità; i venti secondi sono tante volte il massimo a disposizione per poter elaborare un discorso, e questo evidentemente comporta semplificazione, comporta persino alcune volte la banalizzazione dei temi, soprattutto quando si tratta di temi della razionalità, che sono particolarmente complessi ...
Link testo completo
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Intervista a Mons. Lorenzo Leuzzi
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Intervista a Mons. Lorenzo Leuzzi alla conclusione del VI Simposio Europeo dei Docenti Universitari - 08.06.08
Mons. Leuzzi, dopo la conclusione del VI Simposio Europeo dei Docenti Universitari, può tracciare un bilancio dell'evento ?
"Al termine del VI Simposio Europeo dei Docenti Universitari, si può trarre un bilancio molto positivo, non solo per l'entusiasmo e il desiderio di collaborazione che si è creato tra i docenti universitari romani, e altri provenienti da 26 paesi europei, che qui erano presenti. Ma soprattutto in merito ai contenuti, perché è apparso dalle relazioni conclusive di questa mattina, che i docenti universitari, nella loro ricerca filosofica, hanno compreso che è necessario fare in qualche modo un passo in avanti rispetto ai tradizionali metodi di indagine filosofica. Anche il discorso del Santo Padre di ieri, ..."
link testo completo
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"Il ruolo che gli strumenti della comunicazione sociale hanno assunto nella società va ormai considerato parte integrante della questione antropologica, che emerge come sfida cruciale del terzo millennio. In maniera non dissimile da quanto accade sul fronte della vita umana, del matrimonio e della famiglia, e nell’ambito delle grandi questioni contemporanee concernenti la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, anche nel settore delle comunicazioni sociali sono in gioco dimensioni costitutive dell’uomo e della sua verità.
Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone. Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un’ "info-etica" così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita."
Dal messaggio di S.S. Benedetto XVI per la 42ma Giornata delle Comunicazioni Sociali, 24 gennaio 2008
Link testo integrale, sito Vaticano, italiano - full text, Vatican web site, english
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Mons. Claudio Maria Celli
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"L'infoetica s'inserisce in quel bivio indicato nel tema della giornata (la 42ma Giornata delle Comunicazioni Sociali): «I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla».
I media non devono essere autoreferenziali, promuovere se stessi secondo logiche che siano di volta in volta il profitto economico o il relativismo morale. Il Papa ci mette in guardia dal rischio che essi diventino «il megafono del materialismo economico e del relativismo etico». Sono derive da evitare, ed è possibile se si sceglie di mettersi al servizio della realtà. Da qui l'auspicio che i media raccontino la realtà quotidiana, siano trasparenza e interpreti accurati di quel che accade, anziché «creare» l'evento dal nulla."
Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali
Tratto dall'articolo "Dal bivio al ponte. L'impegno della Chiesa italiana nei media", del Notiziario Religioso del 6 maggio 2008
IN MISSIONE, Comunità Cattolica italiana di Gross-Gerau
Link Notiziario Religioso di "In Missione"
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